Primo giorno di missione

Il nostro dottor Marcello Semprini inizia il resoconto della prima giornata di missione

Tutti i mezzi per arrivare sul posto di lavoro sono consentiti, chi a piedi, chi in bicicletta, chi a bordo del nuovo ma super rodato pulmino, ha raggiunto il post de sante di Cabrousse. Tutti pronti e curiosi di iniziare questa nuova esperienza per il nuovo gruppo.

Organizziamo con tre scatoloni sovrapposti il tavolo-scrivania per gli addetti alla raccolta dati.
Mariaiva comincia a confrontarsi con cartelle e mamme dei bambini per la raccolta dei dati anamnestici da fornire ai pediatri che completeranno le schede con i dati medici. L’affluenza inizia “ndanka ndanka“, piano piano.

I primi a arrivare sono adulti con problemi chirurgici alle estremità (su substrato diabetico per un signore già amputato di una gamba).
E allora Alessandro e Gianluigi sfoderano con pazienza la loro esperienza ai “ferri”.

Alessandra in farmacia comincia a preparare le pozioni magiche, vaselina salicilata per le micosi al cuoio capelluto, soluzioni saline per i lavaggi nasali, tutto pronto per diluire eventuali antibiotici, flaconi di vitamine e multi minerali mentre continua l’inventario e la sistemazione dei farmaci portati nelle valigie di tutti i volontari.
Chiara, accompagnata da Marcello raggiunge la maternità di Cabrousse dove incontrare la sua collega ostetrica, per partecipare ai controlli delle donne in gravidanza e, forse, assistere ad un parto .

Continua comunque l’organizzazione delle attività dei giorni successivi, interruzione delle visite pediatriche per Gilberto e Marcello, per discutere alcuni particolari con il capo infermiere, per rispondere alle chiamate dell’ispettore accademico di formazione. Venerdì prossimo dovremmo svolgere il corso di formazione in nutrizione infantile alle maestre di scuola materna e primaria, ancora alcuni aspetti burocratici sono da definire e ci stiamo adattando a regole di un paese diverso dal nostro.

Per il resto la mattinata passa tra sorrisi, colori meravigliosi, pianti di bambini spaventati da Gilberto e Marcello, i due tubab manipolatori di strani strumenti, fotografi (Isabella e Alessandro) ormai tutt’uno con le loro macchine capaci di immortalare allegria, empatia, stupore e tutto quanto trapela dalle persone che stanno animando il post de santé.

Intanto defilato nell’ambulatorio dei dentisti francesi Matteo raggiunge il record di otto estrazioni, coadiuvato da una bravissima Amina.

Le impressioni di MariaIva

Le mamme della Casamance

Di mamme, sia italiane che straniere, in 42 anni da insegnante ne ho viste a centinaia. Ognuna con caratteristiche diverse e un approccio con i figli legato alla propria cultura ed esperienza. Di alcune ho ammirato la dedizione e la partecipazione, di altre ho cercato di scardinare il disinteresse per l’aspetto educativo. Donne che comunque, nella stragrande maggioranza, potevano contare sulla presenza di un compagno attento e collaborativo.
Le mamme che ho visto ieri, e alle quali ponevo le prime domande prima delle visite dei pediatri, erano giovani. I figli avvolti in un drappo legato al corpo della madre, talvolta anche due. Tirano fuori il seno mentre parliamo con una naturalezza disarmante, bella, profondamente umana. Credo mi vedano come una loro grand-mère e, considerato il rispetto e il valore che qui si dà a chi non è più giovane, la cosa non può che inorgoglirmi.
​So che di emozioni e stimoli di riflessione me ne aspetteranno ancora molti.
​È solo il primo giorno.

… e quelle di Gianluigi

Oggi primo vero giorno di attività al 100%
Gilberto e Marcello hanno fatto le visite a parecchi bambini con la collaborazione preziosa di Alessandro, MariaIva e Cià, che si è vista anche la maternità.
Alessandra al suo posto di comando, Matteo ha curato denti a mezza Casamance.

Alessandro e io in ottima intesa abbiamo fatto visite dermatologiche e due interventi a locali di cui uno bello tosto: un diabetico con una caverna ed esposizione del tendine di Achille cutettatto; inoltre, fatte due tasche per fare un primo step di avvicinamento suturando la lesione che dovremo controllare giornalmente e al momento giusto operare per chiudere la lesione.

Infermieri ed infermiere ci hanno seguito attente nella nostra parte chirurgica della giornata e come due martelli pneumatici abbiamo spiegato la grande importanza del Metodo Ruffini, l’amico Gilberto Ruffini che da lassù ci sorride a ci stimola. A me non sembra vero, per la prima volta tra Alessandro e Gilberto condividiamo tecniche e metodiche che da noi non sfociano per inerzia mentale assenza di curiosità e voglia di sperimentazione.
Tutti e tre siamo entusiasti dell’ipoclorito al 6 % e delle tecniche di agopuntura e medicina manuale ortopedica. Un grande gruppo unito che riscuote successo palpabile da questo popolo discreto e affettuoso, con premure e attenzioni che da noi si sono smarrite. C’è una umanità bella pulita interiormente e molto riconoscente, anche abitanti stranieri vengono. Questo grazie ad un lavoro capillare che i miei predecessori hanno saputo costruire con grandi difficoltà.

Con Robert siamo stati a vedere nel pomeriggio un funerale diola in pieno stile.
Qui la morte è una danza ancestrale con la descrizione con danze tra uomini e donne che raccontano la vita del defunto.
Una visione animista e molto rispettosa e sentita. Le donne in tenuta da gala con vestiti e turbanti sono una meraviglia. Tutto segue un rito un ritmo che non è immaginabile, se non lo vedi.