Giorno 8 – il racconto di Mariaiva

​Oggi la nostra allegra ma operosa brigata si è divisa.

Mentre Gilberto, Simonetta e il nostro collaboratore Robert si sono diretti a Ziguinchor, il resto del gruppo — Alessandra, Marcello, Gianluigi, Alessandro, Begoña, la nostra collaboratrice Marietou e io — è rimasto a Cabrousse.

​Il lunedì, al Poste de Santé, è giorno di vaccinazioni e troviamo moltissime mamme che già ci aspettano. Credo che la notizia della nostra presenza si sia sparsa in fretta.

Prima di arrivare, in farmacia, abbiamo incontrato un signore curioso di sapere da dove venissimo e di cosa ci occupassimo. Qui salutarsi e chiedersi “comment ça va” è la norma; raccontarsi diventa un passaggio inevitabile.
​In questo luogo il tempo ha un valore diverso: è un atto di attenzione verso l’altro. Nelle relazioni non esiste fretta. L’uomo era lì per acquistare dei medicinali per il figlio; lo abbiamo invitato a portarlo da noi in mattinata per una visita pediatrica e lui non ha mancato l’appuntamento.

La mattinata è proseguita a ritmi serrati. Il pediatra Marcello ha visitato moltissimi bambini, tra cui due gemelli di soli sei giorni, accompagnati da genitori fierissimi ed elegantissimi.

Tuttavia, è una giovane mamma a colpirmi profondamente. Porta alla visita il suo terzo figlio; i primi due non ce l’hanno fatta: uno è morto a cinque anni, l’altro subito dopo il parto. Mentre me lo racconta, non riesco a fare a meno di stringerle la mano.

I medici terminano le visite verso le 15:30. Ci aspettiamo tutti per un pasto veloce nei pressi del centro de Santè: alle 17:00 abbiamo l’incontro con il Comitato delle Donne. Si tratta di una realtà fondamentale, composta dalle rappresentanti di ogni villaggio che gravita attorno a Cabrousse. Saranno loro a farsi portavoce dei nostri messaggi con le altre madri: una straordinaria rete matriarcale.
​Sono arrivate senza fretta, ma c’erano tutte. Tra strette di mano, nuovi abbracci e vecchie conoscenze, ci siamo seduti in cerchio. Abbiamo scelto di affrontare un tema vitale: la disostruzione delle vie aeree. Le donne dimostrano consapevolezza dell’importanza dell’argomento; l’attenzione è stata altissima e la risposta entusiasta.

​La sera abbiamo preparato la cena con i molti doni ricevuti durante il giorno. La tavola si è imbandita quasi da sola, diventando lo spazio perfetto per scambiarci i racconti della giornata.
​Siamo stanchi, è vero, ma felici. I frutti di ogni sforzo sono finalmente visibili… e hanno il profumo intenso dell’umanità.