Giorno 3 – Il diario di Simonetta e Marcello

Un’altra sfaccettatura del giorno 3: Simonetta

Con l’arrivo ieri di sera di Begoña e Simonetta, la squadra Kasomay è al completo. Due pediatri, un dermatologo, un dentista, un ortopedico, un’ostetrica, una farmacista, e cinque volontari con background completamente diversi, ma tutti rilevanti per le attività da portare a buon fine qui in Casamance .

A Elinkin, un paesino non lontano da Ossouye, il team Kasomay si è occupato di 47 bambini. Non stupisce che erano ormai le 16 quando abbiamo cominciato a rimettere a posto gli strumenti medici ed i formulari che abbiamo riempito per ciascun bambino.

Per fortuna la maggioranza dei bambini aveva malattie non particolarmente preoccupanti ed abbastanza comuni: tosse, raffreddore, febbre, parassiti nell’intestino, problemi cutanei.

Ma il piccolo Felou ha fatto preoccupare i pediatri. Ha tre mesi e mezzo ed ha lo stesso peso di quando è nato: 3kg e mezzo. Mentre Marcello visitava Felou, Gilberto visitava Odette. Stessa età, ma Odette pesa 7kg…Di Felou si occupa la nonna, ma per mancanza di mezzi economici o per mancanza di pratica, la nonna non riesce a nutrire in maniera adeguata il bambino che è dunque piccolissimo e disperato perché ha fame. I pediatri hanno deciso di rivedere il bambino sabato. Nel frattempo hanno spiegato alla nonna come preparare il biberon in modo che sfami il piccolo. Se non ci saranno progressi rapidi, nonna e bambino passeranno una settimana in ospedale in modo che la nonna capisca bene come nutrire il bambino.

A Elinkin abbiamo trovato un buon numero di mamme anglofone, tutte originarie del Ghana e residenti in Casamance perché c’è meno povertà e ci sono più opportunità di lavoro. Come sempre, tutto è relativo…
L’ultima osservazione relativa a questa intensissima giornata è che solo un bambino tra i 47 che sono stati visitati era accompagnato dal padre. Madri, nonne, sorelle maggiori, zie sono accanto ai bambini. I padri sembrano essere molto meno coinvolti nella vita dei loro figli.

Un altro punto di vista: Marcello

Pronti per partire alle 7,30 per raggiungere il villaggio di Elinkin. Le scatole con i medicinali e il materiale per medicazioni e suture. Ci accompagna anche Baby Anne, il manichino lattante, pronta a dimostrare come va farsi disostruire le vie aeree da un accidentale corpo estraneo.
Matteo resta a Cabrousse tra carie imponenti ed estrazioni indolori.

Buche e buche e fossi e sobbalzi per quasi due ore, poi finalmente, avvolto dalla onnipresente sabbia senegalese compare il post de santé.
L’infermiera capo ci aspetta in una bolgia di mamme e bambini, si presenta rapidamente ed ascoltate le nostre esigenze con efficacia ammirevole ci organizza gli spazi, 15 minuti e cominciamo a macinare cartelle di anamnesi, visite ai bambini, foto, medicazioni, mentre Chiara sparisce risucchiata nella sala visite della sage famme. Due giovani entusiaste e meravigliosamente disponibili si incontrano tra sorrisi ed attenzione per le neo e future mamme.
Ogni volta che apro la porta della stanza dedicata a me e Gilberto per le visite pediatriche veniamo travolti da un chiasso festoso ed incontrollabile, qualche decina di bambini 0-12 anni, mentre mamme nonne e zie cercano di parlare tra loro.
Visita politica del presidente del distretto di Oussouye quando la situazione è sotto controllo e l’articolata sala d’aspetto è finalmente quasi vuota.

Stralunati, dopo quasi sei ore usciamo nel sole, arriviamo davanti al grande fiume, spettacolare e tranquillo.