Giorno 10 – Cabrousse

Missione Kasomay 2026, decimo giorno.
Il diario di Simonetta


La squadra Kasomay si è divisa in vari gruppetti per riuscire a fare diverse cose in parallelo.
Alessandro e Gianluigi hanno continuato le medicazioni dei pazienti che hanno gravi ferite, in molti casi dovute al diabete. Le medicazioni fatte regolarmente e con le tecniche appropriate stanno portando i loro frutti. Il dubbio è cosa succederà una volta che i medici Kasomay andranno via. Alessandro e Gianluigi hanno cominciato a formare gli infermieri del Poste de Santé con la speranza che il lavoro vada avanti anche dopo la loro partenza. In effetti questa missione ci ha convinti dell’importanza cruciale della formazione, che sia agli infermieri sulle medicazioni e sui medicinali, o alle mamme e alle maestre sull’alimentazione. Le attività di formazione possono portare risultati positivi importanti per la popolazione locale. Haide si dimostra molto abile sotto controllo di Alessandro e Gianluigi, si comporta con mano decisa che ci rassicura molto perché così con la nostra partenza dovrebbe esserci una continuità.

Alessandra e Mariaiva hanno cominciato a classificare le medicine. Quelle che hanno lunga scadenza resteranno a disposizione per le prossime missioni Kasomay. Le altre saranno unite alle medicine del Poste de Santé. Il tempo vola e rimangono due giorni lavorativi prima della fine della missione, dunque bisogna cominciare ad organizzare le cose.
Marcello e la nostra collaboratrice Mariétou sono andati a Ziguinchor dove vari bambini hanno appuntamento all’ospedale.
Begoña si è occupata di preparare le schede per ciascun bambino che è arrivato al Poste de Santé.
Simonetta ha aiutato Gilberto con una dozzina di piccoli pazienti.

Abbiamo rivisto Dénis, un bambino che ci era stato segnalato ieri all’occasione della visita alla scuola e allo scambio dei disegni. Denis ha 10 anni e soffre di crisi epilettiche da quando ne aveva 8. Un po’ di confusione è stata creata da un documento da cui risultava che Dénis avesse avuto la prima crisi epilettica ad un anno, contraddicendo ciò che ci era stato detto. Dopo mille ipotesi e domande alla mamma, abbiamo capito che il problema era la data sbagliata in uno dei documenti rilasciati dall’ ospedale. Dénis era accompagnato dalla mamma e dalla dolcissima Juliette di giusto 5 settimane. Dénis tornerà al Poste de Santé domenica quando ci sarà il dr. Diouf, uno dei pediatri sovvenzionati da Kasomay che assicurano la presenza pediatrica al Poste de Santé due volte al mese. Sarà accompagnato dalla nonna, con cui vive e che probabilmente è più al corrente della madre sui medicinali che il bambino prende e gli esami a cui è stato sottoposto.


Il caso che però ci ha spezzato il cuore è quello di Colette, una ragazza di 23 anni che Kasomay segue da anni. Colette aveva occhi malati e fragili. La situazione era dunque difficile, ma qualcosa si sarebbe potuto fare se i genitori non l’avessero portata da un guaritore. Il guaritore ha probabilmente messo dei prodotti negli occhi di Colette che ne hanno procurato la cecità. Un occhio è stato asportato e sostituito da una protesi, l’altro occhio è cieco. Colette ci ha dato l’impressione di essere disperata. Vorrebbe lavorare per contribuire alla spese della famiglia, ma per il momento non ha trovato nessuna possibilità. Suo padre la colpevolizza perché è un peso per la famiglia, la madre è stanca, vende pesce in un chiosco sulla strada, sua sorella minore è morta da qualche mese e lei teme di essere abbandonata da tutti.
Colette spera di poter riacquistare la vista, anche se l’impossibilità che ciò avvenga è stata spiegata a lei e alla sua famiglia. Nel lungo discorso, forse liberatorio, che ci ha fatto ha aggiunto elementi di varia natura: la speranza di riacquistare miracolosamente la vista, la fede in un intervento divino, il timore che ci siano degli spiriti cattivi dietro al suo occhio. Ci siamo trovati di fronte ad una ragazza disperata ed un po’ farneticante. Dal punto di vista medico, al di là della cecità, Colette sta bene. Kasomay si attiverà per trovare un’associazione o un gruppo di donne che abbiano programmi per i ciechi e che insegnino a questi ragazzi disabili a fare delle cose che possano essere remunerate.

Colette ci ha invitato alla sua festa di compleanno lunedì prossimo, noi non saremo più in Casamance, ma penseremo a lei.