Perché Raymond no e gli altri bambini sì?
Perché, in un contesto in cui l’istruzione è considerata dalle famiglie un importante strumento di emancipazione dalla povertà e la frequenza scolastica è rigorosa, Raymond non era mai andato a scuola?

Negli anni i medici e i collaboratori di Kasomay si sono frequentemente trovati in difficoltà nel convincere le famiglie a sottoporre i figli a esami e visite previste durante il calendario scolastico, spesso abbiamo posticipato interventi chirurgici attendendo la fine della scuola perché i genitori acconsentissero alle cure. Raymond invece, intorno agli otto anni d’età, non sapeva leggere e scrivere, né parlava il francese, lingua ancora oggi ufficiale in Senegal e insegnata nelle scuole, benché gli idiomi più diffusi siano il wolof al nord e il diola nel sud del Paese.
Abbiamo pensato che la scelta di non far frequentare la scuola a Raymond dipendesse dall’anomalia del suo occhio e dalla possibilità che venisse deriso e vessato dai compagni. La realtà invece era ancora più complicata.
Raymond non possedeva alcun documento di identità. Nulla che ne attestasse l’esistenza, nessuna carta di identità, nemmeno un certificato di nascita. Raymond era invisibile. Il primo documento che avrebbe avuto intestato sarebbe stato, da lì a poco, il cahier de santé, il quadernino su cui vengono riportati a mano i dati e i risultati delle visite ospedaliere dei pazienti della Casamance.
Sono state necessarie tutta la pazienza e la caparbietà di Robert, Marietou e Marcello, il nostro pediatra genovese per lunghi periodi presente in Casamance, perché Raymond ottenesse documenti e cure mediche.
