Giorno 3 – Il diario di Chiara e Gianluigi

Chiara ci racconta la giornata

Come si può descrivere una giornata come oggi in un solo racconto?
La giornata parte presto, prestissimo e l’entusiasmo è palpabile, un po’ come quando si parte per una gita con la scuola. Pulmino e cuore pieni, tutti in marcia e si parte.
Una volta arrivati a destinazione ci troviamo davanti una sala d’aspetto piena zeppa di bambini, mamme, famiglie e chi più ne ha più ne metta, ma c’è una stanza che subito attira la mia attenzione: sopra c’è scritto “sage-femme“, che vuol dire ostetrica in francese. Ancora non sapevo chi ci avrei trovato dentro, eppure sentivo un richiamo forte, una curiosità che cresceva sempre di più. E proprio mentre cercavo di capire da che parte cominciare mi si presenta proprio lei: Anne Marie e con lei, Ivette, la studentessa. Non una semplice ostetrica, una sage femme, che, come dice la parola stessa è una di quelle donne che ha tanta saggezza da condividere.
L’ho affiancata ed è stato bellissimo poterla guardare mentre si dedicava alle sue numerose attività, in diverse lingue, ma senza mai tralasciare un sorriso o una parola di conforto per tutte le donne che bussavano alla sua porta.

Subito decide di condividere con me il suo lavoro, mi insegna i nomi delle mamme, le loro sigle, mi mostra i posti che non sono solo luoghi, ma raccontano la storia di ogni donna che incontra.
E districandosi tra un test di screening con un bambino legato alla schiena ad una puntura per la nausea gravidica, il tempo è passato con una frenesia magnetica che ancora faccio fatica a realizzare.
L’essere parte della loro giornata di lavoro è stata per me una ricchezza immensa, che mi ricorda quanto il nostro lavoro sia fondamentale in tutte le parti del mondo.
Una volta finito il lavoro allo studio, Anne Marie riappare vestita tradizionale, mostrando la sua naturale bellezza e aprendomi ancora una volta la porta del suo essere donna per le donne. E mentre lei torna a casa noi aspettiamo che finiscano le visite dei pediatri, circondati dalle risate dei bambini che giocano al poste de santé.
Sulla via del ritorno il nostro pulmino si ferma per un caffè da Mariange, una figura speciale per noi, affezionata all’Italia, ma così profondamente legata al suo villaggio che quando parla delle sue tradizioni gli occhi le si riempiono di una luce che ti resta addosso. E mentre Mariange racconta, di fronte ad un ottimo bicchiere di Bissap i membri della sua famiglia e del suo villaggio si riuniscono nel suo giardino e tutti insieme lasciamo che la luce del giorno lasci posto al crepuscolo.
E tornando a casa sul pulmino, non posso fare altro che sentirmi con il cuore pieno di gratitudine per tutto quello che mi è stato donato oggi.

… e questo il punto di vista di Gianluigi

Mi aggancio alla bellissima descrizione di Chiara e sono felice che anche i nostri giovani volontari stiano vivendo emozioni ed esperienze così significative per la loro crescita professionale.La gioventù entusiasta mi ha sempre affascinato: è il nostro motore e il nostro futuro. Quindi, brava Chiara.

Noi invece, Alessandro e io, siamo in un ambulatorio dedicato alle visite dermatologiche e poi è diventato un po’ di tutto, un misto mare. Ma a noi due non ci schioda nessuno, affrontiamo tutto senza problemi, con entusiasmo e comicità che ai bimbi ed alle mamme piace: siamo un po strani per i loro parametri, per cui ci guardano con curiosità che poi si trasforma in fiducia.

Le patologie più frequenti sono state tinea capitis, herpes, dermatiti atopiche e otiti: questo il nostro “bottino” della giornata.

A fine mattinata ho visitato anche una nonna che aveva accompagnato la nipotina allergica e asmatica.
Qui mi sono svestito del mio ruolo e sono passato internista:
la paziente lamentava un dolore epigastrico, ma si presentava in realtà in uno stato di grave disidratazione, con un importante quadro di stipsi che coinvolgeva il sigma. Gli altri organi addominali risultavano nella norma.
Ho quindi consigliato una valutazione cardiologica e angiologica, con ecocardiografia ed ecocolordoppler dei vasi artero-venosi degli arti inferiori.

Come sempre, Chiara mi ha aiutato traducendo rapidamente la lettera per il medico del Poste de Santé. Abbiamo poi dato alcuni consigli alimentari e dietetici per affrontare la stipsi.

In questo continuo via vai di mamme e bambini, troviamo la comunità locale e quella Ghanese, dato che i padri sono lì per il lavoro della pesca e del pesce salato. Questo ci porta a utilizzare sia il francese che l’inglese per comunicare.

Mi butto in pista e improvviso una lezione di disostruzione delle vie aeree con l’aiuto di Alessandro che tra una foto e l’altra mi fa da traduttore. La lezione riscuote successo: le mamme, al mio atteggiamento teatrante ma professionale, sono incuriosite, sino a vincere la timidezza tanto da far lavorare varie Mamme.
Estato utile e divertente e le mamme si sono dimostrate all’altezza della situazione.

Per quanto riguarda ciò che scrive Chiarasulla visita a Marieange, mi associo completamente. Con Alessandro, persona sensibile e profonda, abbiamo avuto modo di confrontarci a lungo, colpiti dalla solidità della struttura familiare e dai valori condivisi che tengono unita la comunità.

Molti genitori da noi avrebbero molto da imparare: qui si percepisce un senso di appartenenza e continuità che da noi, purtroppo, si sta progressivamente perdendo, generando spesso una crisi identitaria che qui non si avverte.

Nel frattempo, è passato a salutarci un funzionario del Comune, interessato a conoscere le attività della nostra associazione.

Al rientro, stanchi ma soddisfatti, è proseguita una riunione del Consiglio Direttivo per la programmazione del progetto alimentazione, mentre io ho preparato alcune linee guida operative che verranno poi condivise e sviluppate nei prossimi giorni. Alessandra, con la sua energia e attenzione all’organizzazione, si occuperà di renderle concrete.